Nel
sud della Sicilia, a soli 40 minuti dall'aereoporto
di Catania, in uno scenario di incomparabile bellezza,
partire alla scoperta della Sicilia pi vera, o veleggiate
verso Malta e la Tunisia. Siracusa fu fondata nel
734 a. C. ad opera di Archia proveniente da Corinto,
che, sbarcato sull'attuale isola di Ortigia, allo
scopo di creare nuove colonie greche, edificò
la città che prese il nome dalla palude Siraca
situata presso la foce del fiume Anapo. Di questo
periodo sono i templi più arcaici della Sicilia:
il tempio di Zeus (Olimpyeion) e il tempio di Diana
Alpheoa (Artemision - oggi attuale tempio di Apollo),
dea venerata nell'isola di Ortigia. L'isola di Ortigia
infatti è il primo luogo che viene edificato
all'arrivo dei corinzi (il calcare utilizzato è
quello proveniente dalla latomie dei Cappuccini),a
cui segue una prima espansione sulla terraferma
che forma il quartiere denominato di Acradina.
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 Marzamemi
il nome deriva dall’arabo
“Marsa al Hamen” che significa “Rada
delle Tortore”, il primo insediamento fu quindi
arabo, mentre l’attuale Marzamemi risale al
1752 quando furono costruite dal Principe di Villadorata
il Palazzo, La Loggia e la Cappella, opere che meritano
di essere visitate. La località non è
importante solo da un punto di vista architettonico
e storico – pare che l’antica città
di Ichana del VI sec. A.C. sorgesse proprio in queste
zone – ma anche da un punto di vista paesaggistico,
attività come il bird-watching o il trekking
sono molto frequenti e dal mare il paesaggio è
mozzafiato.
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 Pozzallo
E' l'unico comune marittimo della provincia di Ragusa;
disteso in riva al mare con magnifiche spiagge molto
frequentate. Pozzallo ha cominciato ad avere importanza
solo nel XIV secolo come sbocco al mare della contea
di Modica, quando i Chiaramonte vi costruirono un
Caricatore attorno al quale sono sorti i primi rioni
abitati del paese, come il quartiere denominato
Scaro, con vie strette, caratteristiche dei centri
mediterranei. Per il resto la cittadina ha aspetto
moderno, con strade rettilinee e impianto a reticolo,
con una buona parte di case aventi l'ingresso su
ballatoi sopraelevati dal piano stradale, che le
rendono altamente caratteristiche.
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 Malta
L’architettura di Malta
è dominata da due importanti istituzioni
che l’hanno governata:l’Ordine dei Cavalieri
e la Chiesa Cattolica. I primi, attorno la fine
del 1.500, trasformarono le isole maltesi nella
culla artistica del loro tempo. Realizzarono capolavori
di arte ed architettura splendidi. L’arcipelago
è un vero e proprio museo all’aperto
unico per la per la presenza costante del suo passato:
gli enigmi preistorici, le fortificazioni dei Cavalieri
di Malta, i siti archeologici sparsi ovunque. I
7.000 anni di storia dell’arcipelago sono
ovunque. Valletta è la capitale di Malta,
cuore amministrativo e commerciale dell’arcipelago.
Tra le viuzze di questa città si nascondono
alcuni tra i più importanti capolavori artistici
europei, chiese e palazzi, inoltre il clima mite
fa sì che il tour dell’isola sia sempre
piacevole da affrontare.
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 Lampedusa
è l’sola più vicina all’
Africa, e a 46 miglia da Capo Bon (Tunisia). E’
denominata la “perla nera” del Mediterraneo
per il colore nero della lava presente nell’isola.
La magia dell’isola nasce dall’intreccio
tra mare,n grotte, acque limpide e vapori caldi.
Accanto alla natura si trova la tipica costruzione
di Pantelleria : il “dammuso”, fatta
di mura spesse di lava che mantengono fresca la
temperatura al suo interno e che si possono affittare
per i periodo estivi. Dal mare, la circumnavigazione
dell’isola può avere inizio dal porto
di Pantelleria Centro e facendo rotta in senso orario
si supera il faro di San Leonardo arrivando così
a Bue Marino. Verso Cuddia Randazzo si trova la
prima grotta: la Curritia, e il faro di P.ta Spadino.
Superate poi P.ta Falconetto e P.ta Finestra si
entra nel Golfo di Gadir.
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 Pantelleria
La movimentata storia dell’ isola di Pantelleria
è dovuta all’ importanza della sua
posizione geografica ed è strettamente collegata
al mare. Infatti dal mare arrivò, il popolo
dei Sesioti, per estrarre l’ossidiana la pietra
nera e lucida considerata l’oro della preistoria.
Lasciò tracce molto importanti nella zona
di Mursia: il Muro Alto il più grande muro
preistorico del Mediterraneo finora scoperto, il
Villaggio e soprattutto quei particolari monumenti
funebri chiamati Sesi. Intorno al IX secolo a.C.
arrivarono i Fenici che la chiamarono Yranim e poi
Cossyra, fu questo il periodo d’oro di Pantelleria.
L’introduzione della vite coltivata ad alberello,
le fortificazioni e la strategica Acropoli in località
San Marco, le numerose monete coniate nell’isola
con l’effigie della dea Tanit, le cisterne
a campana, i santuari del lago Specchio di Venere
e di Bugeber, il porto e il primo nucleo del castello,
sono solo alcuni esempi delle opere fenicie-puniche
sparse su tutto il territorio. Seguirono i Romani
che migliorarono le difese militari dell’isola.
Poi arrivarono i Bizantini che abbellirono di mosaici
le abitazioni e nel 700 d.C. gli Arabi.Nel 1860
l’isola fu annessa al Regno d’Italia.
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 Tunisi
Nel cuore del Mediterraneo, molto comoda da raggiungere,
la Tunisia e' l'Africa piu' vicina all'Italia, ma
anche certamente la parte più accogliente,
dal punto di vista nautico, dell'Africa Mediterranea
... Ora la Tunisia viene riconquistata ancora una
volta, dalle flotte ...Certamente Didone, quando
decise di fondare Cartagine, non pensò solo
alla posizione strategica, ma fu attirata anche
dalla bellezza e dalla ricchezza del luogo. Anche
per i fenici, i romani, gli arabi ed infine i francesi,
questa influì notevolmente sulla scelta della
conquista. Ora la Tunisia viene riconquistata ancora
una volta, dalle flotte degli operatori di charter
che, della costa africana, hanno saputo apprezzare
sia le bellezze naturali, che la mitezza del clima
e la cordialità della popolazione. Due sono
le zone su cui principalmente si incentrano gli
itinerari, una sulla costa est ed una su quella
nord. L'itinerario più remoto parte naturalmente
dall'affascinante isola di Djerba, nella parte più
africana della Tunisia, con le sue spiagge sabbiose
ed assolate. Esse si alternano a piccoli reef, palmeti
e villaggi di pescatori. Lasciata Djerba si traversa
il grande golfo di Gabes, per arrivare alle Kerkennah,
piccole isole dalle spiagge bianche, con acque limpide
e pescosissime. Nell'arcipelago ci sono tre approdi:
El Ataya, dove è possibile avere anche un
minimo di assistenza in un piccolo cantiere; Ennayet
è meno ospitale, mentre Sidi Youssef si affaccia
sul canale di Sfax, la seconda città della
Tunisia. Nel suo porto, riservato soprattutto al
traffico merci, sono stati realizzati alcuni ormeggi
per le imbarcazioni da diporto. La città
è interessante per le sue vestigia del nono
secolo tra cui la porta d'accesso della coloratissima
Medina. Risalendo verso nord, si arriva al golfo
di Hammamet che inizia con la città di Mahadia,
ricca di cupole e con un importante porto mercantile.
Qui le barche da diporto vengono custodite in un
marina di 610 posti barca, mentre nella vicina La
Chebba i posti sono 421. Risalendo ancora, non si
può fare a meno di fermarsi a Monastir, città
santa per Maometto, che dava ad un soggiorno in
loco il potere di conquistare il paradiso, la cui
porta era nascosta proprio qui. Con i suoi 400 posti
d'ormeggio e le sue stradine suggestive, piene di
botteghe artigianali, è un vero richiamo
per il turista nautico, che può trovare qui
anche una splendida Medina e lo storico Ribat che
sovrasta la cittadina. Tra le due penisole, sotto
al promontorio del Ribat, c'é il pittoresco
porticciolo dei pescatori che confina con il marina
che può ospitare barche fino a 45 metri,
con gli ormeggi circondati da complessi residenziali
in stile arabo e ristoranti. Quindici miglia a nord
ovest c'é invece Port El Kantaoui, suggestivamente
costruito in architettura moresca. Costruito ex
novo, una ventina di anni fa, offre un campo di
golf , tennis, equitazione e scuole di vela. Da
non mancare in zona, una visita al vicino arcipelago
delle Kuriat ed alla città di Sousse, la
più grande del golfo di Hammamett, famosa
per le sue catacombe. Ma è proprio Hammamett,
forse la località turistica più famosa
del Nord Africa, che merita comunque una visita,
magari ormeggiando a Beni Khiar, ma entrando di
giorno, per evitare i bassi fondali. Da Maupassant
a Flobert, da Oscar Wilde a Wiston Curchill, nessuno
ha saputo resistere al suo fascino, con la sua roccaforte
costruita nel 15° sec. Volendo invece fare una
vacanza più naturalistica si può restare
sulla costa nord, magari partendo da Sidi Bou Said,
il villaggio dai tre colori: il bianco delle case,
il turchese delle finestre e delle ringhiere ed
il verde degli alberi. Il porticciolo vicino a Tunisi,
può ospitare 380 barche di cui 60 in transito.
Da qui si può andare a visitare la capitale,
con il famoso ed immenso bazar e le rovine di Cartagine.
Per chi ama la vera natura invece c'è sempre
la possibilità di tentare una gita a La Galite.
Si può raggiungere da Biserta, con il suo
porto turistico che può ospitare circa 200
barche, oppure, arrivando quasi al confine con l'Algeria,
sostando all'ombra della torre di Tabarka, il cui
porto in ristrutturazione dedica un centinaio di
posti al diporto. Arrivati a La Galite, famosa,
sin dall'antichità, come testimoniano le
tombe ipogee, per la sua acqua che scaturiva da
quattro sorgenti dando ampio rifornimento ai naviganti.
Ora è una vera oasi di fauna mediterranea,
trampolino di lancio sia per un veloce ritorno nella
vicina Sicilia, o all'andata, se si sceglie di arrivare
con una barca propria, per adattarsi alle calde
acque che si troveranno nella splendida Tunisia.
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